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Non solo miele: scopri le caratteristiche di tutti i prodotti dell'alveare!

I prodotti dell’Alveare – Parte prima

Quanti sono i prodotti dell’alveare?

Il miele è il più conosciuto e il più goloso, ma le api producono tanti altri beni: propoli, pappa reale, polline e non solo.
Scopri con noi come vengono prodotti e a cosa servono!
In questa prima parte tratteremo quelli di origine vegetale.

 

Molto prima della scoperta dell’agricoltura, l’uomo ha sfruttato le risorse che trovava in natura: cacciando animali, selezionando frutti e bacche commestibili e raccogliendo miele.
Quest’ultimo è sempre stato un ingrediente molto pregiato e ricercato: per la sua rarità, per la difficoltà e pericolosità di raccolta, per la sua bontà e per l’elevato potere calorico.

Il miele infatti è costituito principalmente da zuccheri semplici (fruttosio e glucosio), facilmente assimilabili dall’uomo che li usa come fonte energetica molto efficace.
Oltre ai carboidrati però il miele contiene tutta un’altra serie di sostanze benefiche per il nostro organismo (sali minerali, vitamine, oligoelementi, enzimi e sostanze aromatiche), che dovrebbero farcelo prediligere rispetto ad altre fonti di zucchero: gli zuccheri di canna e di barbabietola, ad esempio sono zuccheri di origine vegetale ma raffinati per ottenere saccarosio, che ha un potere dolcificante inferiore rispetto al miele, una minore digeribilità e il 22% di calorie in più.

Il miele è il frutto del lavoro delle api che raccolgono il nettare dei fiori, lo elaborano con enzimi per scindere gli zuccheri complessi e lo stoccano nei favi per maturarlo con un processo di evaporazione dell’acqua e concentrazione degli zuccheri, che lo rende conservabile più a lungo.
Il miele ha molte proprietà e per queste è usato non solo a livello nutrizionale ma anche curativo e cosmetico.

Abbiamo fatto un rapido accenno al miele perché è il prodotto più amato e conosciuto, ora proseguiamo con gli altri.

Sempre di origine vegetale sono polline e propoli, due sostanze che le api raccolgono in natura da varie essenze vegetali.

Il polline è un elemento vivo delle piante e racchiude in sé tutte le sostanze necessarie allo sviluppo di un organismo. È un’ottima fonte di proteine, con una percentuale che varia dal 15-30% e racchiude molti amminoacidi liberi, per questo motivo è indicato nelle diete vegetariane.
Le api operaie lo raccolgono dai fiori nella forma di minuscoli granuli, la maggior parte viene mescolato con enzimi e appallottolato in palline sulle zampe posteriori delle bottinatrici, la parte che sfugge è fondamentale e contribuisce all’impollinazione delle specie vegetali, aumentando la fertilità e donando frutti più sani e gustosi. All’interno dell’alveare è stoccato in celle apposite dopo essere stato mescolato con poco nettare, servirà come alimento per fuchi e api operaie.
Non contiene solo proteine ma anche molti sali minerali, vitamine del gruppo B, polifenoli, antiossidanti e la rutina che aumenta la resistenza delle pareti capillari.
A differenza di quanto si pensi erroneamente, non ha nessun tipo di relazione con le allergie alle vie respiratorie (allergie primaverili “da fieno”), può essere quindi consumato da tutti i soggetti come un qualsiasi altro alimento.
Sin dall’antichità si conoscevano le sue proprietà nutrizionali e medicamentose: Ippocrate, Plinio il Vecchio e Pitagora lo consigliavano come rimedio e molte civiltà antiche lo usavano come ricostituente e medicinale.

Anche la propoli fa parte dei prodotti di origine vegetale che subiscono una lavorazione da parte delle api, che la addizionano di enzimi per il loro utilizzo.
A differenza del miele e del polline però non è una fonte nutrizionale: è usato come collante, isolante e disinfettante.
La propoli è un insieme di sostanze resinose, gommose e balsamiche raccolte sulle gemme e la corteccia di alcune specie vegetali (pioppo, betulla, abete rosso, pino, quercia, ippocastano).
È un sistema di difesa delle piante da agenti patogeni come parassiti, funghi e insetti.
Le api hanno imparato a raccoglierla con fatica ed utilizzarla a loro vantaggio.
Le pareti e gli spifferi all’interno dell’alveare sono tamponati con la propoli per mantenere la temperatura costante, l’ingresso
dell’arnia e il fondo delle cellette di covata sono rivestiti di questa sostanza dall’alto potere igienizzante; un’altra particolare pratica delle api, che sembra aver ispirato i sacerdoti egizi, è l’impiego della propoli come sostanza per imbalsamare: se un animale di piccola-media taglia riesce ad introdursi all’interno dell’arnia, le api dopo averlo ucciso con il veleno lo ricoprono di
propoli per evitare infezioni batteriche.
La medicina tradizionale l’ha sempre impiegata per queste sue proprietà battericide e tutt’oggi l’estratto di propoli viene usato come integratore alimentare con forti connotazioni terapeutiche per infezioni del cavo orale e delle vie respiratorie, per ristabilire equilibrio nel sistema digerente e come antiossidante e cicatrizzante. Un altro famoso impiego di questa sostanza è in campo tecnologico, prima dell’avvento delle vernici sintetiche veniva usata per ricoprire e preservare mobili ed oggetti in legno, l’esempio più famoso è dato dai liutai cremonesi che verniciavano i loro preziosi violini con la propoli di abete rosso raccolto nelle vicinanze.

Conoscevi già questi prodotti?
Sul nostro e-shop https://adiapicoltura.it/acquista-online/ trovi una vasta selezione dei nostri mieli millefiori, mono-flora e polline.
Le api hanno in serbo ancora tante sorprese per te, continua a seguirci e scopri la seconda parte del blog!

Salva 50.000 Api: adotta un’arnia!

La nostra nuova iniziativa “Adotta un’arnia” parla di cooperazione, di informazione e di impegno per la tutela degli ecosistemi.

Sapevi che prendendoci cura di un’arnia possiamo salvare una colonia di circa 50000 api?

Il nuovo progetto che abbiamo firmato è un ulteriore passo verso la tutela della biodiversità, dopo la scelta biologica abbiamo infatti pensato che fosse arrivato il momento di coinvolgere in un programma di azione più ampio, chi come noi crede che l’impegno, la dedizione e la cura dell’ambiente possano risollevare le sorti del nostro pianeta.

Scegli il piano di adozione che preferisci e coinvolgi nel progetto amici e parenti: tutti insieme possiamo fare la differenza per l’ecosistema e la tutela delle api!

Adotta un’arnia ti permette infatti di adottare l’intera colonia di api o una piccola parte di essa e di prendertene cura attraverso un piccolo contributo.
Posizioneremo personalmente la tua arnia e terremo monitorate le condizioni di salute della famiglia di impollinatori: ti aggiorneremo costantemente e ogni sei mesi ti daremo modo di degustare i prodotti del “tuo” alveare, della colonia di api che grazie a te sopravvive e continua a svolgere il suo ruolo cruciale per la tutela della biodiversità!

 

PERCHÈ PARTECIPARE?

Le api sono le principali responsabili dell’impollinazione delle verdure e della frutta che mangiamo ogni giorno, senza di loro il mondo sarebbe meno bello, colorato e buono.

Adottare un’arnia significa aiutare una famiglia di 50.000 api a sopravvivere alle dure condizioni climatiche di oggi, rendendosi i protagonisti attivi di un miglioramento ambientale.

Da parte nostra ti assicuriamo che, come facciamo da ormai 150 anni da apicoltori, faremo di tutto perché le api possano continuare a vivere in salute: raccoglieremo infatti dalle arnie solo il miele, il polline e la pappa reale in eccesso, assicurandoci di lasciare alla famiglia nutrimento in abbondanza per continuare a vivere in salute!

 

Consulta il nostro website e gli articoli del blog e scopri tutte le curiosità sul mondo dell’apicoltura biologica e del miele naturale! 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le caste delle Api

Sapevi che esistono 3 caste nel mondo dell’Apis mellifera?

Scoprile con noi!

 

Le api da miele (Apis mellifera) sono degli insetti sociali che vivono in colonie di numerosi individui.
La particolarità di queste famiglie copiose, che contano dalle 20.000 alle 60.000 unità a seconda delle stagioni, è che al loro interno convivono 3 differenti caste; dal punto di vista numerico queste diverse categorie sono sproporzionate.

Analizziamole da vicino partendo dalla casta più famosa: l’ape regina.

Di regina ce n’è una sola, dal nome si potrebbe pensare che è lei al comando dello sciame ma in realtà la regina ha un’unica funzione: deporre uova.

Non è in grado di procurarsi il cibo e se non fosse accudita dalle ancelle morirebbe di fame, ma è l’unica ape della colonia che per tutta la vita mangia solo pappa reale; non esce mai dall’oscurità protettiva del favo tranne per il volo nuziale, il momento in cui si accoppia con diversi maschi per rientrare al nido ed iniziare la sua lunga carriera di genitrice.
È in grado di deporre fino a 2000 uova il giorno!

In base alla dimensione delle cellette di cera, deporrà uova fecondate per produrre femmine (celle piccole) e uova non fecondate per produrre maschi (celle grandi). Emette un feromone che caratterizza l’intera colonia ed inibisce gli apparati riproduttori delle altre api femmine.
Può vivere fino a 7 anni ma quando il suo potere riproduttivo viene meno verrà sollecitata a sciamare per lasciare il posto ad una regina più giovane.

Contrapposto a uno ci sono molti, le altre femmine della colonia infatti sono numerose: le api operaie. Sono sterili e partecipano attivamente al sostentamento della colonia svolgendo una varietà di funzioni diverse in base all’età: dalla pulizia del nido all’alimentazione delle larve, dall’immagazzinamento di polline e nettare alla produzione di cera, dal mantenimento della temperatura ottimale della covata alla difesa dell’alveare dagli intrusi, per finire in tarda età con la bottinatura (la ricerca delle fonti di cibo).

Le operaie coordinano silenziosamente tutte le operazioni della colonia garantendo e vigilando sul benessere della regina.
Sono tutte sorelle (stessi genitori) o perlomeno sorellastre (stessa madre diverso padre).
In base alla stagione in cui nascono possono vivere poche settimane o fino a 6 mesi.

Ed ora veniamo alla casta che contribuisce meno alla colonia di appartenenza dal punto di vista pratico ma non da quello genetico: i fuchi ovvero le api maschio.
Non raccolgono provviste e non contribuiscono al mantenimento del nido, sarebbero da considerarsi come dei parassiti se non fosse per la stagione dell’accoppiamento: in questo periodo andranno in cerca di regine per poter trasmettere il loro patrimonio genetico a future colonie.
Sono leggermente più grandi delle api operaie ma meno della regina, si distinguono per i grossi occhi che ricoprono quasi interamente il loro capo, hanno bisogno di occhi extra per poter vedere le regine in volo!

Un’altra strabiliante curiosità?
Possono essere padri ma non ne hanno uno!
Infatti, i fuchi nascono dalle uova non fecondate della regina, ciò significa che hanno solo i geni della madre! Per la stessa ragione avranno solo figlie femmine.

Straordinario il mondo delle api, vero?

Non lasciarti sfuggire uno dei nostri mieli biologici, creati insieme alle api e nel profondo rispetto di questo animale fondamentale per il Pianeta!
Puoi andare QUI per consultare tutti i prodotti del nostro shop.

Insalata di gamberi profumati al lime e miele di Acacia: segui la ricetta e preparala per le tue cene estive con gli amici!

Fa molto caldo e hai voglia solo di cibi freschi e leggeri?

Oggi ti suggeriamo una ricetta che oltre ad essere semplice da realizzare è anche molto gustosa grazie ad un ingrediente speciale: il nostro miele di Acacia!

Prova a prepararla per un pranzo in famiglia oppure servila come sfizioso finger food per gli aperitivi tra amici: metterai d’accordo tutti i palati!

Pronto a metterti ai fornelli?

Ecco gli ingredienti per circa quattro porzioni, se invece deciderai di prepararla in piccoli contenitori da finger assicurati che ad ognuno spetti almeno una coda di gambero!

 

INGREDIENTI:

  • 12 Gamberi sgusciati 
  • 250 grammi di formaggio feta o in alternativa di primo sale 
  • Miele di Acacia Biologico 
  • 2 rametti di timo
  • pomodorini ciliegino
  • qualche costa di sedano (serviranno anche le foglie)
  • olio di oliva
  • senape
  • succo e scorza di lime
  • pangrattato

 

PROCEDIMENTO

Per prima cosa fai macerare le code di gambero in un intingolo di olio, timo e qualche goccia di succo di lime per circa un’oretta.

Nel frattempo priva le coste di sedano dei filamenti esterni e tagliale a fettine sottili, poi condiscile con un filo d’olio, una punta di senape e pepe nero e mettile da parte

In un’insalatiera molto capiente, unisci la feta e i pomodori sminuzzati e condiscili con olio e sale.

Ora torniamo alle nostre code di gambero: è il momento di impanarle in un composto di pangrattato e scorza di lime e ripassarle in padella con un filo di olio di oliva (un minuto per lato sarà sufficiente).

Adesso che tutte le componenti della ricetta sono pronte, non ti resta che impiattare la tua insalatina gourmet e condirla con una salsa a base di miele di acacia, pepe, lime e sale ben emulsionati.

Ai più golosi consigliamo anche di ultimare la preparazione con qualche goccia di miele e un’ultima grattata di scorza di lime!

 

Ti è venuta l’acquolina in bocca vero?

 

 

 

 

 

 

Hamburger e mile: ecco la ricetta del panino a modo nostro!

Succulento, sfizioso e godereccio: se pensiamo alla cena del sabato sera non può che venirci in mente un coloratissimo Hamburger.
Può essere declinato in decine di varianti, ma oggi abbiamo deciso di riadattare quella classica e arricchirla con qualche dettaglio gourmet: hai mai assaggiato un hamburger con il miele Millefiori?

Preparalo per la famiglia o per gli amici invitati alle prime cene in terrazza, li stupirai con il suo sapore deciso e allo stesso tempo ricercato.

Puoi acquistare gli hamburger dal tuo macellaio di fiducia o decidere di prepararli tu, la cosa importante è bilanciare bene la percentuale di tagli magri e grassi della carne, per ottenere la consistenza succosa che ci si aspetta addentando un burger ben preparato.

INGREDIENTI

  • 4 panini (noi abbiamo utilizzato delle ciabatte di grano duro)
  • 4 hamburger
  • 1 peperone giallo
  • 1 peperone rosso
  • Formaggio morbido di capra o in alternativa mozzarella di bufala
  • 1 cucchiaio di senape
  • 1 cucchiaio di miele Millefiori Biodiversità
  • Olio, sale, pepe.

PROCEDIMENTO

Prepara i peperoni in anticipo, cuocendoli in forno a bassa temperatura (70°C) per circa due ore e mezza.
Poi pelali e marinali con olio, miele, sale e pepe.
Tosta su una piastra liscia o in forno i panini.
Sulla stessa piastra ben calda cuoci i tuoi hamburger: il segreto per ottenere quella piacevole crosticina è rigirarli continuamente senza mai schiacciarli, i succhi della carne resteranno ben sigillati all’interno del tuo burger croccante.
Ora puoi farcire il tuo panino cospargendolo di senape e adagiando sul burger sia il formaggio che avrai scelto di utilizzare, sia i peperoni.
Vuoi renderlo ancora più saporito?
Prima di richiudere il tuo panino lascia cadere sulla farcitura ancora un po’ di miele e una spolverata di paprika affumicata.

Buon appetito!

Tu stai facendo la tua parte? Tutti insieme per la tutela della Biodiversità!

Se diciamo “Biodiversità” a cosa pensi?
A noi vengono in mente le distese lussureggianti di foresta equatoriale, i campi fioriti del nord Europa, i pascoli alpini e i deserti con le loro specie animali, con i loro ecosistemi.
Se diciamo biodiversità però pensiamo anche agli innumerevoli rischi che sta correndo e alla necessità imminente di intervenire concretamente per la sua tutela.

Le Giornate Mondiali della Biodiversità e delle Api servono proprio a ricordarci che è giunto il momento di agire e di metterci in gioco: noi di Adi Apicoltura lo stiamo facendo, ogni anno da più di vent’anni, scegliendo la produzione biologica e proteggendo le nostre colonie di api perché la biodiversità è nelle loro mani.
Alla consapevolezza facciamo in modo che segua l’azione: chiediamoci come possiamo contribuire a salvare i nostri ecosistemi e iniziamo a farlo partendo dall’ambito domestico.

  1. Eliminiamo del tutto l’utilizzo di plastica usa e getta
  2. Scegliamo generi alimentari biologici e con una filiera tracciabile
  3. Selezioniamo prodotti per l’igiene biologici e privi di agenti inquinanti
  4. Lasciamo in garage le auto e per i piccoli spostamenti utilizziamo la bicicletta
  5. Riempiamo di verde e di fiori ogni angolo del nostro giardino e del nostro balcone in città

Questi sono solo piccoli suggerimenti dai quali partire per raggiungere quella consapevolezza che ci permetterà tutti insieme, con un lavoro di squadra di risollevare le sorti della biodiversità.
Mercoledì 20 maggio durante la Giornata Mondiale delle Api e venerdì 22 maggio in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità mettiamoci in gioco e chiediamoci: “Abbiamo fatto la nostra parte?”

Tu stai facendo la tua parte?

Noi di Adi Apicoltura abbiamo deciso che sarà questo il nostro nuovo claim: un vero e proprio promemoria per noi e per tutti quelli che ci seguono, che con questa domanda troveranno la motivazione per agire.
Ricordiamoci di essere protagonisti del cambiamento e non spettatori passivi: più siamo, più facciamo squadra più i risultati saranno veloci da raggiungere. 
Non sarebbe bello tornare a vedere quel pianeta verde e pieno di animali a cui i libri di geografia ci hanno abituati?

Cheesecake fresca con agrumi e miele biologico: ecco la nostra ricetta!

La temperatura si fa sempre più mite, il sole splende e mai come in questo periodo abbiamo bisogno di momenti felici:  la nostra cheesecake con miele biologico di Agrumi siamo sicuri riuscirà a regalare un sorriso a tutta la famiglia e a rendere speciale le tue merende.

Mettiti all’opera, segui passo dopo passo la ricetta e condividi con noi la foto della tua versione di cheescake al miele di Agrumi!

INGREDIENTI (per una teglia a cerniera di 24 cm)

Per la Base

  • 180 grammi di biscotti Digestive
  • 100 grammi di burro

Per la crema 

  • 500 grammi di ricotta vaccina
  • 200 grammi di formaggio fresco spalmabile
  • 100 grammi di panna fresca
  • 10 grammi di gelatina in fogli
  • 2 cucchiai di miele di Agrumi Biodiversità 
  • la scorza grattugiata di due arance

PROCEDIMENTO

Il primo passo per la realizzazione della cheesecake è quello di creare la base di biscotti: trita finemente i biscotti in una ciotola, amalgamali al burro fuso e disponi il composto sul fondo di uno stampo a cerniera compattandolo uniformemente con il dorso di un cucchiaio.

Lascia freddare la base in frigo per circa 30 minuti e nel frattempo prepara la crema.

Setaccia la ricotta in una ciotola molto ampia, aggiungi il miele di agrumi, il formaggio spalmabile e la scorza di agrumi e amalgama il composto finché non risulta liscio e uniforme.

In un pentolino scalda la panna senza farle raggiungere la bollitura e a fuoco spento aggiungi la gelatina che avrai precedentemente fatto ammorbidire in acqua fredda.

Lascia che la panna si freddi e aggiungila alla crema di formaggi: amalgama per bene il composto e versalo nello stampo.

 

Ci siamo quasi: non ti resta che lasciar riposare la tua cheescake in frigo per circa quattro ore e poi guarnirla a tuo piacimento.

 

Noi ti consigliamo di aggiungerci tanti spicchi di agrumi pelati a vivo e una generosa quantità di miele di Agrumi.

Riesci ad immaginare una merenda migliore di questa?

Cosa aspetti: fai scorta del nostro miele qui , segui le ricette nel nostro blog e condividi le foto di tutti i manicaretti che realizzi con il nostro miele biologico e 100% italiano!

 

Miele e formaggi: scopri come abbinarli nel modo giusto!

Il binomio miele – formaggio è frequentemente presente sulle nostre tavole ma merita un approfondimento e un’analisi sensoriale specifica.

Abbinare il nostro miele preferito ad un formaggio può sembrare un’azione facile considerata la forte contrapposizione dei due sapori in questione.

Quello che spesso tendiamo a dimenticare è che l’Italia è seconda solo alla Francia per l’ampia produzione di formaggi e che i mieli, a seconda della loro botanica d’origine e della zona di produzione assumono caratteristiche organolettiche completamente differenti.

 

Come possiamo scegliere quindi il miele più giusto per il formaggio che il nostro bottegaio di fiducia ci ha consigliato?

Iniziamo col dire che esistono due tipi di abbinamento: quello per contrapposizione e quello per concordanza di sapori.

Lo scopo però resta in entrambi i casi  quello di valorizzare e mettere in luce le peculiarità gustative di entrambi gli alimenti degustati.

Per il miele e per il formaggio entrano poi in gioco caratteristiche differenti dovute alla stagionatura, alla cristallizzazione, alla zona d’origine e produzione.

Oggi abbiamo provato a comporre un tagliere di formaggi utilizzando in abbinamento i cinque mieli della nostra nuova linea Biodiversità.

Acquista i nostri mieli, prova gli abbinamenti che ti consigliamo e dicci cosa ne pensi !

 

Miele di Agrumi Biodiversità e Formaggio Latteria Biologico di breve stagionatura (2 mesi)

L’abbinamento del miele di agrumi con il Formaggio Latteria Bio nasce dall’idea di contrastare ma allo stesso tempo esaltare la consistenza leggermente burrosa del formaggio e i profumi intensi del miele.

I granuli sottili e uniformi del miele di agrumi cristallizzato creeranno infatti il giusto contrasto con la texture morbida del formaggio latteria.

La delicatezza del sapore di latte del formaggio latteria non deve essere coperta: il profumo delicato del miele e il suo sapore mai invadente accompagneranno l’evoluzione dei sapori e degli aromi del formaggio in degustazione.

 

Miele di Acacia Biodiversità e Pecorino di Fossa 

Il miele di Acacia è un miele delicato. Il nostro lo è ancora di più vista la sua elevatissima purezza.
Al palato si percepiscono piacevoli aromi di vaniglia e leggeri sentori floreali, di fiori bianchi e mandorle.
La sua fluidità, e la sua texture uniforme e morbida sposano la consistenza compatta del formaggio stagionato e il suo gusto deciso e maturo dovuto alla permanenza in grotta e alla pungenza e selvaticità del latte di Pecora.

 

Miele Millefiori Biodiversità e Robiola (meglio se a crosta fiorita)

Particolare, dolce e a tratti pungente, il miele di Millefiori con il suo retrogusto agrumato e leggermente caramellato esalterà la nota acidulata della robiola e la sua freschezza.
L’abbinamento metterà in evidenza in corso di degustazione le piacevoli sensazioni palatali dovute alla consistenza vellutata che si scontra invece con i cristalli morbidi ma compatti del miele Millefiori.

Miele di Tiglio Biodiversità e Castelmagno

Il miele di Tiglio è un miele dal gusto e dal profumo intensi.
Sentori di fiori bianchi e leggermente balsamici si alternano a retrogusti dolci e pungenti che sposeranno in degustazione il sapore intenso e la sapidità pronunciata del Castelmagno.
La consistenza compatta del miele di Tiglio esalterà la texture del formaggio in degustazione permettendo di percepire le note aromatiche derivate dalla fermentazione del latte.

Miele di Castagno Biodiversità e Gorgonzola

Al miele di Castagno, alla sua consistenza fluida e al suo sapore verde, quasi balsamico abbiamo deciso di abbinare il re dei formaggi erboranti: il Gorgonzola.

L’amaricanza del miele di Castagno sgrasserà il palato durante la degustazione e il suo sapore poco dolce, tannico e intenso esalterà il sapore caratteristico e avvolgente del formaggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il miele di Acacia: dolce e buono sempre

 
Il miele di Acacia è uno dei mieli monofloreali più conosciuti e apprezzati.
Si caratterizza per il suo colore chiaro, la sua limpidezza e la dolcezza marcata con note di vaniglia che lo rendono un miele adatto a tutti i consumi e gli abbinamenti.

Caratteristiche organolettiche

Il nostro miele di Acacia biologico della linea Biodiversità rimanda in ogni sua caratteristica alla delicatezza del fiore di Robinia da cui ha origine.
Un esame olfattivo lascia presagire infatti l’estrema dolcezza di questo miele che è tra i pochi che mantengono nel tempo una consistenza liquida e fluida senza mai cristallizzare grazie alla percentuale superiore di fruttosio rispetto a quella di glucosio e un colore limpido e chiaro.

Il miele di Acacia regala durante la degustazione piacevoli sensazioni palatali enfatizzate dalla sua consistenza vellutata.

La vaniglia, l’aroma di mandorla fresca e il lieve rimando alla cera lo rendono un miele delicato adatto a smorzare e allo stesso tempo valorizzare la pungenza dei sapori di alcuni formaggi come il caprino o il Gorgonzola e il retrogusto selvaggio delle carni più complesse.

 

Se se ne vogliono cogliere al meglio tutte le sfaccettature gustative, ti consigliamo però di assaggiarlo, prima di abbinarlo a qualsiasi formaggio o carne, in purezza, magari su una fetta di pane fatto in casa e leggermente tostato!

Millefoglie di pane Carasau al miele di Tiglio

La stagione fredda si sta avvicinando e cerchi idee gustose e divertenti per le cene a casa con gli amici?

Oggi te ne diamo una davvero facile e dal risultato assicurato: millefoglie di pane carasau al miele biologico di Tiglio.

Anche per la ricetta di oggi, come per tutte le preparazioni che realizziamo, abbiamo ridotto drasticamente i tempi di cottura (in questo caso eliminati) abbattendo i consumi energetici a dimostrazione del fatto che uno stile di vita più sostenibile può e deve partire dai piccoli gesti quotidiani come quello della preparazione della cena.

Sei pronto?

Per questa ricetta ti serviranno pochi ingredienti: solo ricotta di capra, il nostro miele di Tiglio, pane Carasau e frutta fresca di stagione (noi abbiamo utilizzato gli ultimi fichi della stagione ma anche l’uva scura a bacca tonda andrà benissimo)

 

INGREDIENTI per quattro porzioni:

  • 400 grammi di ricotta di capra bio 
  • 100 grammi di ricotta vaccina o di bufala 
  • 8 fogli di pane Carasau 
  • 8 fichi oppure un grappolo d’uva
  • miele di tiglio 
  • scorza di limone 
  • olio EVO, sale e pepe 

PREPARAZIONE 

In una ciotola capiente amalgama energicamente con una frusta la ricotta di capra e quella vaccina avendo cura di incorporare quanta più aria possibile perchè diventi leggera e spumosa. (Le fruste elettriche in mancanza di tempo o energie possono essere un’ottima soluzione!)

Quando il volume della ricotta sarà aumentato, aggiungi un filo d’olio e continua a mescolare e dopo qualche minuto incorpora anche un po’ di sale e pepe.

Riponi la “mousse” in una sac à poche e lasciala riposare per una mezz’oretta in frigorifero.

Nel frattempo lava con cura i fichi (o l’uva) e tagliali a spicchi.

Emulsiona in una ciotolina un abbondante cucchiaio di miele di tiglio con un po’ d’olio EVO.

 

Componi il piatto sovrapponendo a strati di pane carasau, mousse di ricotta fichi e qualche goccia dell’emulsione al miele e completa con una spolverata di pepe e una grattata di scorza di limone.

 

Il tuo antipasto è pronto per essere portato in tavola e abbinato ad un buon calice di bollicine!