Derivati della nicotina nel 75% del miele. Il miele biologico ne è privo!

Noi di ADI Apicoltura siamo produttori di miele 100% biologico, 100% italiano.

Siamo stati tra i primi, se non i primi, a introdurre questa attenzione al biologico nel panorama italiano, forti di certificazioni valide sia per i territori in cui raccogliamo miele, sia per la nostra produzione nella sede di Tornaeccio (CH).
 
Molti scettici parlano del “biologico” come di una leggenda metropolitana. Qualcosa che non esiste. Una sostanziale operazione di marketing.
Biologico, però, significa – nel nostro caso – che i terreni in cui operiamo sono coltivati solo attraverso metodi naturali e senza concimi chimici.
Allo stesso modo ci occupiamo delle nostre api, curandole e prendendoci cura di loro solo naturalmente.
 
L’utilizzo della chimica può infatti, in mancanza di attenzione, portare a gravi problemi. Infatti, secondo recenti studi dell’Università Svizzera, il 75% del miele che giunge sul mercato è contaminato da NEONICOTINOIDI.
 

Cosa Sono?

Sono essenzialmente derivati della nicotina che in concentrazioni variabili si trovano in una larga gamma di pesticidi usati nei campi per la disinfestazione da insetti parassiti indesiderati.
La nicotina, con il suo effetto neurotossico, agisce sul sistema nervoso degli insetti, provocandone paralisi e morte.
Parte della colpa della moria che nell’ultimo decennio ha colpito la comunità delle api è infatti da attribuire allo spasmodico utilizzo di questa classe di insetticidi a base nicotinica.
Oltre che sul sistema nervoso degli insetti che ne ingeriscono direttamente le tossine quando entrano in contatto con la pianta contaminata, i neonicotinoidi colpiscono anche le funzioni celebrali di vertebrati che si cibano dei derivati della produzione contaminata, causandone un decelleramento della crescita o la compromissione parziale del funzionamento immunitario.
 Anche se i valori riscontrati nei cibi di utilizzo quotidiano sono al di sotto della soglia minima che ne impedisce il riconoscimento della commestibilità è indubbio il carattere nocivo di questo gruppo di composti.

I numeri della ricerca.

Il team di Edward A. D. Mitchell dell’University of Neuchâtel ha cercato di far luce sulla portata dell’esposizione analizzando nello specifico i rischi derivati dall’ingestione di Neonicotinoidi.
È stato effettuato uno studio sul più comune dei cibi contaminati da questo tipo di componente tossico: Il miele!
Testando 198 campioni di miele raccolti da tutto il mondo, per cinque neonicotinoidi comunemente usati (acetamiprid, clothianidin, imidacloprid, thiacloprid e thiamethoxam) sono emersi risultati importanti.
Il 75% dei mieli esaminati è risultato positivo alla presenza di almeno uno dei cinque componenti tossici segnalati.
L’Europa , in questo triste panorama, si è aggiudicata il terzo posto in classifica con il 60% di miele contaminato, preceduta solo da Nordamerica e Asia.

Cosa si sta facendo per contrastare il fenomeno?

 

Disposizioni nazionali emanate da enti preposti, hanno già vietato in alcuni Paesi l’utilizzo dell’intera gamma di pesticidi a base di nicotina.

Noi di ADI Apicoltura, facciamo da sempre la nostra parte e combattiamo a denti stretti in difesa delle api: grazie alla produzione biologica di cui ci avvaliamo, i campi in cui le nostre api bottinatrici attingono il nettare sono privi di agenti chimici e pesticidi evitando contaminazioni da neonicotinoidi.

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