Esasperazione o azione eroica? IL CILE SI BATTE PER UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA ALIMENTARE 

Obesità, diabete, disfunzioni alimentari, sono solo alcuni degli effetti collaterali di uno smodato consumo di “cibo spazzatura”.

Negli ultimi anni, è vero, si stanno facendo passi da gigante in questione di alimentazione consapevole grazie a campagne mirate contro lo spropositato consumo di zuccheri raffinati, bibite gassate e comunicazioni atte alla sensibilizzazione di quella fascia di popolazione inconsapevole rappresentata da bambini e adolescenti, ma non è ancora abbastanza.
Il nostro come quello di molti altri paesi è un approccio blando alla questione che mira ad accompagnare il consumatore ad una scelta differente e consapevole.
La posizione del Cile invece è adesso ben più estrema.
Al secondo posto nella classifica dei Paesi dell’America Latina con un più alto tasto di obesità infantile, lo stato ha deciso di scuotere la popolazione presa da una dieta squilibrata attraverso un’azione drastica: bollini neri, ottagonali, e ben in vista su tutti i cibi ad alto contenuto di grassi, zuccheri o con un alto indice calorico. 
Non ci si può più nascondere dietro la scusa della disinformazione, della comunicazione fuorviante dell’etichettatura o delle belle parole degli annunci pubblicitari.
L’azione di per sé pareva già sufficientemente forte ed efficace per quanto detto fin’ora, ma un ulteriore passo è stato fatto quando tutti i cibi etichettati sono stati banditi da mense scolastiche, distributori automatici in centri sportivi e comunicazioni pubblicitarie rivolte ai più piccoli.

Il RISULTATO?

È ancora troppo presto per verificare una riduzione del tasso di obesità infantile effettivamente legata a tale provvedimento, ma una cosa è certa: le aziende produttrici di bevande e cibi contrassegnati, pur di sbarazzarsi del bollino nero, hanno iniziato a modificare l’ingredientistica dei prodotti.

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